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(Vietato ai minori degli anni 14) Regia: Jack Sholder. Con: Mark Patton (Jesse Walsh), Robert Englund (Freddie Krueger), Kim Myers (Lisa Poletti), Robert Rusler (Grady), Clu Gulager (padre di Jesse), Hope Lange (madre di Jesse), Marshall Bell (Coach Schneider), Melinda O. Fee (signora Webber), Sydney Walsh (Kerry), Edward Blackoff, Christie Clark, Lyman Ward, Donna Bruce. Genere: Film dell'orrore — Soggetto e Sceneggiatura: David Chaskin — Fotografia: (normale/a colori) Jacques Kaltkin — Musica: Christopher Young — Montaggio: Arline Carson — Durata: 83' — Origine: Stati Uniti (1985) — Produzione: New Line Cinema - Heron Communications — Distribuzione: Selvaggia Film (1986).

 

Soggetto

Nel precedente "Nightmare", la giovane Nancy Thompson, ossessionata dagli incubi derivanti dalla presenza del demoniaco F'red Krueger, doveva lottare contro quella incarnazione del Male, veder morire il proprio ragazzo e poi impazzire. Malgrado tali scoraggiami precedenti, la sinistra casa di Elm Street è stata venduta alla famiglia Walsh. Ma il mostro non è affatto bruciato e defunto: anzi egli torna a farsi vivo, ad emergere di notte dalla cantina ed a comparire nei sogni spaventosi di Jesse, il diciassettenne dei Walsh. Segnali allarmanti si susseguono: da un improvviso calore che deforma i dischi, alla assurda morte degli innocui uccelletti di casa, ai piccoli inspiegabili incendi in cucina, come a tante altre manifestazioni senza risposta alcuna. Jesse ha una ragazza - Lisa Poletti - ma gli manca il coraggio di aprirsi con lei, circa gli incubi che lo fanno destare in un bagno di sudore freddo o il complesso di colpa che lo avvilisce (ma è stato lui l'assassino?), quando il suo severo allenatore viene trovato seviziato e ucciso in palestra. Jesse sente che il dèmone ignoto si è gradualmente impadronito di lui, lo spinge ad azioni criminose, fino a fare assumere all'innocente ragazzo le proprie fattezze. Il terrore si fa ancora più forte, quando una notte Jesse avverte in sé impulsi omicidi verso la sorellina addormentata nella propria cameretta. Mentre i coniugi Walsh non arrivano a spiegarsi il comportamento del ragazzo (a Giudizio del padre lui si droga e sconta gli effetti delle allucinazioni più folli), Jesse, paventando una crisi imminente, si rifugia una sera presso l'amico Ronnie ma, mentre l'allenatore era stato davvero fatto fuori da Krueger, questa volta è lo stesso Jesse che, trasformandosi, artiglierà ed assassinerà il compagno. L'ultima spaventosa trasformazione avviene durante una festa, che Lisa offre agli amici nella propria villa: qui Jesse si scatena, ferisce e terrorizza molte persone e poi fugge, per rifugiarsi in una fabbrica abbandonata, dove anni prima Fred Krueger aveva occultato i corpi di una ventina di bambini dilaniati con le proprie mani. Coraggiosamente la ragazza raggiunge il mostro sul posto, poi tra le fiamme bacia l'immonda creatura, dalle cui ceneri riemerge incombusto l'amato bene.

 

Valutazione Pastorale

Ci sono due modi di guardare a film del genere. Il mostro fa sempre un certo effetto, la casa che nella notte appare bianca e sinistra pure e gli esseri umani, dotati di arcani poteri o posseduti dal Maligno, attirano e respingono misteriosamente la gente: la quale un po' schernendo e sobbalzando, un po' fischiettando o "beccando" nel buio della sala, tanto da esorcizzare le proprie paure, ne esce convinta di avere assistito ad uno spettacolo balzano e truculento, sì, ma in definitiva innocuo. Gli effetti speciali fanno il resto e lo spettacolo è assicurato. Sotto questo profilo, anche "Nightmare 2" non è peggiore di altri film del filone "horror", quanto a mostri, giovani invasati, protesi artificiali (mani artigliate da unghie che paiono rasoi), piscine in rapida ebollizione, uccelletti che esplodono come palloncini sotto il lampadario del salotto e così via. Anche se il film è un po' stiracchiato ed ingenuo e molte sono le cosette già viste, tecnicamente siamo a posto. Ma uno spettatore un po' avveduto dovrà invece chiedersi a cosa mirino produzioni siffatte, poiché il film in questione si rivela come culturalmente inaccettabile ed affronta rozzamente (a volte con passaggi anche stupidi) argomenti seri, che meriterebbero una ben più meditata attenzione. Per esempio, il fondamentale tema della paura e delle molte pulsioni malvagie e terrorizzanti che allignano e proliferano nell'animo dell'uomo o anche, a ben vedere, quello delle non poche potenzialità che sono in noi stessi, in parte appena presentite e inquietanti. Sono temi non certo facili, spesso anzi ardui, che turbano e lasciano pensosi per tutte le loro implicazioni sul piano psico-fisico, umano e morale. Non è certo impastando e mescolando un film di orrori, di solchi sanguinosi sull'epidermide delle vittime ripugnanti e di altri simili "lieti eventi" che si può attingere a vertici di credibilità scientifica, o intellettuali. Sempre che, ovviamente, il regista a tanto mirasse, per dirci in conclusione che dentro di noi alberga il Male, qui anzi raffigurato come una metastasi irreversibile e per di più contagiosa. Il bacio della fidanzatina del giovane Jesse al dèmone perverso e pervertitore, che ormai si è impossessato del corpo dell'amato bene, lungi dal farci rammentare la fiaba della Bella e della Bestia, è un comodo mezzuccio, una vera patacca che, all'insegna dell' "Amore che riscatta e trionfa" tenta di contrabbandare il solito lieto fine. La paura rimane, di protezione e scampo non se ne parla proprio (nel film, tra l'altro, la famiglia è, come al solito, o banalizzata, o assente). Prontissimi a farci beffe della semplice idea che il diavolo esista, siamo però tremebondi e creduloni dinanzi alla ipotesi che nella cantina di casa nostra un potente mostro ci sia davvero, visiti i nostri sogni notturni e ci renda mentitori e potenziali assassini Un sintomo di estrema gracilità spirituale e, in fondo, anche un bell'alibi per ogni evenienza futura. L'imperterrito regista prorompe poi nella sghignazzata finale. il suo demoniaco Krueger non e morto neppure questa volta egli è incombustibile, indeformabile, inossidabile e minaccioso. E, poiché non c'è due senza tre, prepariamoci - ahinoi! - a nuove efferatezze, a lampi sulfurei, a protesi agghiaccianti e risate assatanate.

 

Inaccettabile/ripugnante.

 

da Segnalazioni Cinematografiche - Centro Cattolico Cinematografico

 


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