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Possession (1981) - Possession - Regia: Andrzej Zulawski |
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Regia: Andrzej Zulawski. Con: Isabelle Adjani (Anna/Helen), Sam Neill (Mare), Heinz Bennent (Hein-rich), Margit Carstensen (Margit), Michael Hogben (Bob), Johanna Hofer, Cari Duering, Shaun Lawton. Soggetto e Sceneggiatura: A. Zulawski e Frederic Tutten - Fotografia: (panoramico-co-lore) Bruno Muytten — Musica: Andrzej Korzynski — Durata: 125' — Origine: Francia (1981) - Produzione: Oliane Pr, Marianne Pr., Soma-Films - Distribuzione: Gaumont/ Va. Le. (1982).
Soggetto Di ritorno da un lungo giro d'affari Mare ritrova la moglie Anna sempre più strana e svogliata: siamo a Berlino, in una casa proprio a ridosso del muro che divide la città in due settori. Il marito scopre che Anna ha un amante, la situazione sembrerebbe quella stantia e volgare del triangolo sentimentale mentre la donna piuttosto sta vivendo un'allucinata follia creandosi una vita segreta dalla quale escluderà con l'omicidio chiunque tenterà di penetrarvi. Anna inganna il marito e l'amante recandosi in un sordido Appartamento dove ha degli incontri amorosi con un mostro, una cosa gelatinosa da cui è interamente dominata. E' la lenta trasformazione di un incubo, è un'ossessione che si materializza.
Valutazione Pastorale Ambientato a Berlino proprio sul confine tra est e ovest, segnato dal muro, il film, pur partendo da una crisi coniugale che potrebbe essere comune, si svolge sempre sopra le righe, con situazioni parossistiche, agitate e con punte veramente orripilanti. Vuole ad ogni costo far rabbrividire gli spettatori con ripugnanti scene piene di violenza e di sangue e addirittura, come se ciò non bastasse, con la visualizzazione del male che rode internamente i due coniugi, ma forse soprattutto la moglie, formata da un mostro tentacolare che via via prende forma umana fino ad incarnarsi nelle sembianze del marito. E' un film denso di situazioni e di idee, per la massima parte vanificate da una voluta irrealtà da grand-guignol, quasi sempre esasperata e insistita. Numerose le scene di violenza, di assassini, di amplessi disumani, e veramente disperante il suicidio del bambino della coppia che si immerge nella vasca da bagno.
Inaccettabile/malsano.
Da: Centro Cattolico Cinematografico - Segnalazioni Cinematografiche - Valutazioni Pastorali
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