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 (Vietato ai minori anni 18)  Con: Dennis Hopper (Lefty), Caroline Williams (Stretch), Jim Siedow (Drayton). Bill Moseley (Testa di latta), Bill Johns (Faccia di pelle), Ken Evert, Marlan Jordan, Lou Perry. Genere: Film dell'orrore - Soggetto e Sceneggiatura: L.M. Kit Carson - Fotografia: (normale/a colori) Richard Kooris -Musica: Tobe Hooper, Jerry Lambert-Moni.: Alain Jakubowicz-Durata: 97'-Origine: Stati Uniti (1980)-Produzione: Golan Globus -Distribuzione: Warner Bros Italia (1987).

 

Soggetto

Nel Texas (siamo nel 1973) varie persone sono misteriosamente sparite nel nulla, tra gli altri il giovane congiunto dello sceriffo Lefty che ha giurato vendetta e che un giorno viene chiamato via radio presso una macchina, letteralmente insanguinata e tagliata in due da una gigantesca motosega. Stretch, una ragazza che lavora presso una trasmittente locale, è in possesso della registrazione di una conversazione svoltasi la sera prima tra la stazione in parola e due ragazzi occupanti la vettura, ad un certo momento terrorizzati da eventi inesplicabili. Scomparsi i suddetti, Stretch pensa bene di consegnare il nastro allo sceriffo, però due specie di mostri umani le piombano in ufficio, tutto distruggendo con una motosega, quasi massacrando il suo compagno di lavoro e recando il corpo di quest'ultimo in una loro spaventosa dimora sotterranea in aperta campagna. e' la che i due Testa di latta e Faccia di pelle vivono con un terzo una abietta esistenza, squartando i corpi della gente rapita o sequestrata, per farne alimenti destinati ai consumi cittadini. Individuato l'allucinante covo, Stretch vi rimane intrappolata, per trascorrervi ore di angoscia , e paure senza fine. Arrivato sul posto lo sceriffo, questi - armato anche lui di alcune motoseghe -duella coraggiosamente contro la banda, mentre Stretch, fuggita attraverso cunicoli e corridoi vari, gremiti di resti umani, riesce ad uccidere con altrettanto coraggio uno dei tre persecutori.

 

Valutazione Pastorale

Gli amanti del genere horror, del terrore sugli schermi (voluto e cercato, spesso anche per esorcizzarlo) sanno bene che si possono fare molte distinzioni: non tutto ciò che incute paura è necessariamente truculento, né tutto ciò che è di per sé mostruoso esige bave verdastre e vischiose o cervelli che esplodono. C'è il malsano, il repellente, ci sono il disgustoso come l'agghiacciante. Un regista può condurre un film in equilibrio; tra zombi e porte che si aprono, tra urla spaventose e lacci ti sanguinolenti,e lame sinistre che piombano giù come ghigliottine, creando atmosfere di una angoscia anche intesa, ma evitando le secche dell'idiozia e del risibile. Questo film è quanto di più stupido, repellente e delirante si sia mai visto in materia sia nella scala degli effettuerei più truci sia nel più autentico cattivo gusto formale (poiché anche nel filone del film horror può regnare il kitch che tutto sta invadendo). E' un pastrocchio immondo, un deposito di carcasse umane e di reperti ili macelleria, una sequela di cunicoli assurdamente illuminati da lam-padari permanentemente accesi, zeppi di scheletri e ragnatele, un campionario di epidermidi martoriate, di tavole imbandite con spezzatini di glutei rognoni gratinali e piramidi di polmoni al vapore. Nella caverna abitata dai tre individui si celebrano i riti di mostruosi squartamenti e banchetti, nonché i duelli con gigantesche motoseghe: il tutto mentre il più farneticante dell'amabile famiglia ci delizia con sproloqui sul consumismo della nostra epoca e sulla assoluta priorità della macellazione (umana) artigianale, nei confronti dell'anonimato insapore della «buona carne in scatola». Ovviamente nella caverna-trappola cade una bionda ragazza, impiegata presso una stazione-radio locale e rea solo di aver registrato una sera via etere una conversazione tra due ragazzi in viaggio su strada ed il mostro che li ha uccisi. Poi altrettanto ovviamente, c'è uno sceriffo che arriva in tempo (deve vendicare la scomparsa di un congiunto, ridotto, è chiaro, in salsicce), brandeggiando lui pure una motosega. Una storia ripugnante, dialoghi allucinanti e da maniaci ed urla belluine di vittime e carnefici caratterizzano un prodotto sgangheratamente condotto sui binari dell'insania.

 

Inaccettabile/aberrante.

 

Da: Centro Cattolico Cinematografico - Segnalazioni Cinematografiche - Valutazioni Pastorali

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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