Il fumetto è un linguaggio costituito da più codici, tra i quali si distinguono principalmente quelli d'immagine (illustrazione: colore, prospettiva, montaggio...) e di temporalità (armonia, ritmo, narrazione...).
Will Eisner definisce il fumetto come arte sequenziale.
Poiché il fumetto è in larga parte utilizzato a fini narrativi, esso è spesso definito "letteratura disegnata"; in realtà, il fumetto può essere utilizzato anche a scopi non narrativi: ad esempio, per una ricetta di cucina, o per realizzare il libretto di istruzioni di un apparecchio. Un esempio concreto di uso non narrativo del fumetto è il volume Capire il Fumetto - L'arte invisibile, saggio scientifico sul fumetto realizzato interamente a fumetti da Scott McCloud.
Interessante è la definizione che dà lo stesso McCloud: «Immagini e altre figure giustapposte in una deliberata sequenza, con lo scopo di comunicare informazioni e/o produrre una reazione estetica nel lettore» (Capire il Fumetto - L'arte invisibile, Torino, Vittorio Pavesio Editore, p. 13).
In ogni caso, appartiene a pieno titolo alla categoria delle più moderne arti visuali, in un'era che - privilegiando l'immagine sopra tutto - è in grado di accostare la visionarietà pop di Andy Warhol alla grazia e alla poesia dell'art deco e dell'art nouveau, per approdare al (relativamente) recente fenomeno del vintage.
In poche parole, il fumetto, nato per gli adulti (come si vedrà più avanti), diventato poi territorio per l'infanzia, è quindi tornato a essere patrimonio di una fascia non esclusivamente giovanile. Nonostante l'espandersi di altri mezzi di comunicazione di massa accompagna ancor oggi - fino a dettarne in molti casi ritmi, tempi e modi (o quantomeno limitandosi a registrarne il divenire) - il vivere (e il convivere) quotidiano.
Il termine si riferisce alle "nuvolette", simili a sbuffi di fumo, utilizzate per riportare il dialogo tra i personaggi.
Per diverso tempo, soprattutto in Italia, furono utilizzate delle didascalie in calce a ciascuna vignetta, spesso costituite da due ottonari in rima baciata; solo successivamente vennero utilizzati questi "fumetti" (anche se ci sono utilizzi precedenti).
In altri paesi sono indicati come comics (USA e paesi anglofoni), in Giappone vengono chiamati manga (immagini buffe), in Francia sono chiamati bande dessinée (strisce disegnate). Curiosamente, i paesi di lingua spagnola del Sud America, come ad esempio l'Argentina usano il termine historieta mentre in Spagna i fumetti sono chiamati tebeo (storpiatura dello spagnolo te veo: "ti vedo").




