Con il termine di Peste nera (o Grande morte o Morte nera) ci si riferisce normalmente alla epidemia che imperversò in tutta Europa tra il 1347 e il 1352 uccidendo almeno un terzo della popolazione del continente. Epidemie identiche scoppiarono contemporaneamente in Asia e in Vicino Oriente, il che fa supporre che l'epidemia europea fosse parte di una più ampia pandemia mondiale.
L'agente patogeno
Da quando, alla fine del XIX secolo fu scoperto il batterio Yersinia pestis, agente patogeno della peste, questo fu ritenuto il responsabile della "peste nera", principalmente nella forma della peste bubbonica, trasmessa attraverso le punture delle pulce dei ratti. Anche altri possibili agenti vennero presi in considerazione per la pandemia del XIV secolo, tra cui virus simili a Ebola, vaiolo, e batteri quali carbonchio, sino alla gonorrea. Per quanto concerne le modalità del contagio e la sintomatologia, sono plausibili, come alternativa alla peste, oltre al vaiolo anche il colera, il tifo e il tifo petecchiale.
Contro l'ipotesi che sia stato Yersinia Pestis a diffondere la morte nera si cita, per esempio, la rapidità con cui la pandemia si diffuse in Europa tra il 1347 e il 1352. Le cronache riportano che i viaggiatori trasportavano il contagio di villaggio in villaggio e di città in città, circostanza che suggerisce un contagio diretto da uomo a uomo, senza l'ospite intermedio della pulce dei ratti. In James W. Wood è avanzato un nuovo argomento contro l'ipotesi Yersinia pestis: in Europa, a differenza di Asia e Vicino Oriente, non sono segnalate morti di massa di ratti, che, tipicamente, precedevano l'epidemia tra gli uomini.
A favore dell'ipotesi di Yersinia pestis come agente patogeno vi sono queste caratteristiche: una mortalità molto elevata ma non assoluta, un potenziale di contagio estremamente elevato e la trasmissione per vie aeree.
Nel dibattito attorno all'agente patogeno della morte nera gioca un ruolo importante anche una mutazione del gene CCR5 denominata CCR5Δ32, che si presenta con frequenza esclusivamente nelle popolazioni europee. La diffusione di questa mutazione viene spesso fatta risalire ad una pressione selettiva, avvenuta circa 700 anni or sono, e dovuta alla morte nera. Tale mutazione favorirebbe una maggiore immunità rispetto alle infezioni da virus HIV, per cui un'origine virale per la diffusione di questa mutazione pare più plasibile di una spiegazione basata sull'infezione da Yersinia pestis, e sarebbe indizio che la pandemia del secolo XIV sia stata provocata da un virus (per esempio una febbre emorragica). Altre pubblicazioni sollevano qualche dubbio sul rapporto tra la diffusione in Europa della mutazione CCR5Δ32 e la morte nera, e ritengono più probabile la pressione selettiva a lungo termine provocata dal vaiolo.



















