Scoppio della pandemia e diffusione in Europa
Nel
1331,
circa 600 anni dopo l'ultima epidemia europea di
peste, questa compare nell'
impero cinese
e di lì cominciò il suo cammino verso l'Europa.
L'area di origine della pandemia sembra esser stata
quella regione dell'Asia
centrale a cavallo del
Pamir,
dell'Altaj
e del
Tannu - Tuva.
La causa scatenante parrebbe esser stata la moria di
roditori, in quelle regioni, dovuta alla scarsità di
cibo conseguente all'irrigidimento delle condizioni
climatiche. In assenza di roditori, le pulci,
vettori del bacillo della peste, affamate
attaccarono anche l'uomo e gli altri mammiferi. Il
tutto venne aggravato dal fatto che i rifiuti,
abbondanti ed a cielo aperto nelle città medioevali,
attrassero i roditori affamati, sia selvatici che
domestici. Infine, l'efficiente sistema di
comunicazioni dell'impero monogolo propagò il
contagio in poco tempo da un capo all'altro del
continente asiatico, fino all'Europa che -
geograficamente - altro non è che una propaggine
dell'Asia.
Nel
1338
o
1339
raggiunse le comunità afferenti alle Chiese
orientali
cristiane
assire
presso il lago di
Issyk kul,
nell'odierno
Kirghizistan.
Le prime testimonianze scritte circa l'epidemia sono
state rinvenute proprio presso questo lago, che
costituiva una tappa obbligata sul cammino della
Via della Seta.
Nel
1345
si segnalarono i primi casi a
Sarai
sul
Volga
meridionale ed in
Crimea.
Nel
1346
la peste fece le prime vittime ad
Astrakhan.
Lo stesso anno il morbo raggiunse i confini
dell'Europa di allora. L'Orda
d'Oro assediava
Caffa(attuale
Fedosiia),
porto in mano ai
Genovesi,
nella penisola di
Crimea.
La peste raggiunse la città al seguito dell'Orda
d'Oro: le cronache riportano che gli assedianti
gettavano con le
catapulte
i cadaveri degli appestati entro le mura della
città. Gli abitanti di Caffa avrebbero
immediatamente gettato in mare i corpi. Forse la
peste entrò in città proprio in questo modo; d'altro
canto il contagio poteva avvenire anche attraverso i
ratti.
Una volta a Caffa, la peste fu introdotta nella
vasta rete commerciale dei genovesi, che si
estendeva su tutto il Mediterraneo. A bordo delle
navi, nel
1347
il contagio raggiunse
Costantinopoli,
Il Cairo
e
Messina.
E di là, nei quattro anni successivi, si diffuse in
tutta Europa, dapprima per mare e poi anche per via
di terra. L'Egitto
trasmise la peste alla
Nubia
(Sudan)
ed all'Africa
centrale. Le prime regioni europee ad esser
contagiata furono gli
Urali,
il
Caucaso,
la
Crimea,
e la
Turchia.
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Gli equipaggi infetti delle navi trasportarono il contagio da Genova a Marsiglia, da dove la peste risalì la valle del Rodano verso nord. Dopo poco tempo raggiunse la Linguadoca e Montpellier, nell'agosto 1348 anche Carcassonne, Bordeaux, Aix-en-Provence e Avignone, dove nei primi tre giorni del contagio morirono 1800 persone. All'epoca Avignone era la sede papale, ed una delle principali città europee. La peste aveva raggiunto in marzo Tolosa e in maggio Parigi. Anche Spagna, Marocco, Tunisia e Portogallo vennero contagiate via mare dalle galee genovesi. Nel contempo, da Costantinopoli, la peste si trasmise alla Grecia, alla Bulgaria, alla Romania ed in tutti i Balcani.
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L'Italia venne contagiata da tre direzioni: dalla Sicilia venne contagiata tutta l'Italia Meridionale ed il Lazio. Da Genova venne contagiata tutta la Lombardia, il Piemonte, la Svizzera. Da Venezia venne contagiata l'Emilia Romagna, la Toscana, il Veneto, L'Istria e la Dalmazia.
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Dall'Asia centrale, la peste invase l'India e la Persia. Dalla Persia si riversò in Mesopotamia, Siria, Israele ed Arabia. I cronisti arabi scrivono che quegli anni rappresentavano "Il periodo della distruzione". Attraverso l'antica Via delle Spezie tutta la Penisola Arabica prima, l'Eritrea assieme all'Etiopia ed alla Somalia poi vennero contagiate entro il 1349.
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Da Venezia la peste, passando per il Brennero, raggiunse l'Austria: la morte nera comparve prima in Carinzia, quindi in Stiria, ed infine Vienna. Vienna fu l'unica città in cui ogni moribondo ricevette l'estrema unzione.
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Dalla Francia settentrionale le direttrici del contagio furono verso l'Inghilterra Meridionale e verso il Belgio e l'Olanda.
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Dall'Inghilterra il contagio si diresse verso la Scozia, l'Irlanda e la Scandinavia.
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Dall'Olanda e dall'Austria il contagio attanagliò le valli del Reno e del Danubio, coinvolgendo Germania, Polonia, Ungheria, Cecoslovacchia.
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Dalla Germania venne contagiata la Danimarca e dalla Danimarca venne esportata la peste alle sue dipendenze d'oltremare, Islanda e Groenlandia.
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Dalla Polonia l'epidemia penetrò nei Paesi Baltici, in Finlandia ed in Russia (già in parte raggiunta dall'epidemia della Mongolia e dell'Ucraina).
Per limitare i rischi di contagio, dopo il 1347 le navi, sulle quali si sospettava la presenza di peste, venivano messe in isolamento per 40 giorni (quarantena, dal francese "une quarantaine de jours"). La quarantena poteva impedire che gli equipaggi mettessero piede a terra, ma non impediva che lo facessero i ratti, contribuendo così alla diffusione della malattia.



















