La peste e la società medievale
La reazione immediata alla sfida della peste
Molti ritennero che la peste fosse un castigo
divino, e cercarono conforto nella religione.
Movimenti religiosi nacquero spontaneamente in
conseguenza della peste, o nel timore dell'epidemia,
e molti di essi sfidavano il monopolio ecclesiastico
sulla sfera spirituale. La vita quotidiana era
segnata da rogatorie e processioni. I
flagellanti
percorrevano le strade delle città. Il culto di
San Rocco,
patrono
degli appestati, divenne particolarmente intenso, e
i
pellegrinaggi
divennero più frequenti. In molti luoghi sorsero
chiese votive e altri monumenti, come le cosiddette
"colonne della peste", per la paura degli uomini e
per il loro desiderio di essere liberati dal
flagello.
Nella generale disperazione, vi furono altri che
decisero di gustare ogni minuto della vita che gli
restava: tra danze e musiche si tentava di
allontanare se non il contagio, almeno il pensiero
di esso.
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L'economia non poteva reggere l'urto dell'epidemia.
La mano d'opera moriva, fuggiva, o non riusciva più
a svolgere il proprio compito. Per molti non aveva
più senso coltivare i campi, se comunque la morte
ben presto doveva raggiungerli.



















