Anni sessanta
Negli anni sessanta il genere si spostò verso l'"horror psicologico", con thriller come Psyco (1960) di Alfred Hitchcock e Che fine ha fatto Baby Jane? (1962) di Robert Aldrich, che spostavano l'effetto suspense dai soliti "mostri" alle psicosi umane che sfociavano in efferati atti sadomasochistici; L'occhio che uccide di Michael Powell (1960) è un chiaro esempio di questa caratteristica. Gli horror psicologici continuarono ad essere prodotti sporadicamente, con Il silenzio degli innocenti (1991), tra i più importanti.
I fantasmi e i mostri continuarono comunque a rimanere popolari: Suspense (1961) e The Haunting (1963) furono due horror psicologici tinti di soprannaturale. Gli uccelli (1963) di Alfred Hitchcock fu il primo esempio di "natura che impazzisce" combinata con un horror psicologico.
Ci furono anche film fatti con un budget ridotto. Alcuni esempi sono Blood Feast (1963) (un film cult sui demoni) e Two Thousand Maniacs! (1964), che prevedevano schizzi di sangue e sanguinosi svisceramenti.
Uno dei più influenti film horror degli anni sessanta fu La notte dei morti viventi (1968) di George A. Romero. Questo film sugli zombie fu più tardi nominato "culturalmente, storicamente ed esteticamente significante"; abbastanza da essere preservato nel National Film Registry. Portò l'horror ancora più distanze dal vecchio filone gotico dei primi anni e lo introdusse nella vita delle persone moderne.



