I maggiori esponenti della Letteratura Gotica
Horace Walpole
Horace Walpole (1720-1800 ca) è il terzo figlio sopravvissuto del primo ministro Sir Robert Walpole. A metà del ‘700 comincia a costruirsi un castello a Strawberry Hill, ai margini di Londra, e lo riempie man mano di straordinari pezzi d’arte (tra cui intere collezioni di reliquie cattoliche) e in effetti Horace Walpole rimane un intenditore e un antiquario di notevole importanza culturale. Con la breve novella del 1764 IL CASTELLO DI OTRANTO, Horace Walpole da inizio in modo abbastanza consapevole al genere gotico (sicuramente era consapevole del nuovo tipo di opera che andava a scrivere, ma probabilmente non immaginava che un filone simile avrebbe avuto il successo e le diramazioni che ha tutt’oggi). Il testo si presenta come la traduzione di un antico racconto italiano ambientato nella Puglia medievale ed è la fonte d’ispirazione diretta per The Old English Baron di Clara Reeve (anni 70).
L’opera orientaleggiante VATHEK (anni 80) di William Beckford è scritta in francese e muove i primi passi nella narrativa protoscientifica che esplorerà poi Mary Shelley. Nessuno dei due romanzi è gotico in senso stretto, dato che entrambi superano il mondo medievale ed approdano invece nel campo della conoscenza, ma presentano tematiche riconducibili al genere in questione. Vathek offre poi un’opportunità di evasione nella vita di un gentiluomo inglese dell’epoca. L’eroe arabo di Beckford è assetato di potere, quel potere che pervaderà anche Victor Frankenstein, di dominare la vita e la morte; per assecondare le sue ambizioni il protagonista si inoltra nelle caverne segrete di un mondo sotterraneo, dove però scopre che le sue fantasie sono destinate a rimanere tali. Vathek è un Rasselas (Samuel Johnson) privato della sua filosofia morale.


