Il Romanzo d'appendìce è stato un popolare genere letterario (o - secondo i detrattori - sottogenere letterario) importato dallo stile letterario in uso nel passato in Inghilterra ed in Francia.
Molto in voga nella seconda metà dell'Ottocento e in inizio di Novecento, veniva e viene tuttora indicato con un termine di lingua francese anche come feuilleton.
Spesso scritti da donne per un pubblico prevalentemente femminile, questo tipo di romanzi era improntato su trame estremamente intricate e incentrate su storie amorose quasi sempre dipinte a tinte fosche. Attualmente questo genere narrativo sopravvive in un certo tipo di letteratura al femminile diffusa non soltanto in libreria ma anche nei più diversi e disparati punti distributivi.
Storia
La definizione romanzo d'appendìce risale a quando tali storie venivano pubblicate a puntate sui giornali quotidiani (appunto in appendice, quindi in ultima o penultima pagina) e solo in seguito diffusi nella forma classica del libro. Una delle principali case editrici del settore fu la fiorentina Salani che seguì tempestivamente lo svilupparsi del mercato editoriale iniziato verso la metà dell'Ottocento, in coincidenza con la rivoluzione industriale, in Inghilterra e in Francia.
Sotto questo aspetto caposaldi del genere sono considerate alcune opere ottocentesche molto conosciute come I miserabili di Victor Hugo o I misteri di Parigi di Eugene Sue, ma anche I tre moschettieri di Alexandre Dumas padre. Lo stesso Edgar Allan Poe - futuro padre del romanzo poliziesco - con il suo Manoscritto trovato in una bottiglia - vinse un concorso letterario indetto da una rivista di Baltimora.



