Appendicisti italiani
Autori italiani di spicco di romanzi d'appendice (o comunque di forte presa popolare) sono stati invece scrittori e scrittrici di fama come Francesco Mastriani, Emilio De Marchi, Luigi Natoli (con lo pseudonimo di "William Galt"), Matilde Serao, Carolina Invernizio, Guido da Verona, Pitigrilli, Liala.
Prima di essere quasi completamente sostituito dai più immediati fotoromanzo e teleromanzo (o fiction televisiva, o telenovela), il racconto a puntate, specie di taglio poliziesco, è rimasto in uso - sia pure limitatamente ad alcuni quotidiani italiani - fino alla fine degli anni settanta; nella pagina dedicata allo svago e al tempo libero, trovava posto accanto ad un altro genere narrativo apprezzato dai lettori: quello dei comics, con le tradizionali strisce, o strip, a fumetti (Diabolik prende spunto da questo tipo di romanzo!).
Al romanzo d'appendice ha attinto in maniera massiccia, specie all'epoca del muto, anche il cinema di genere melodrammatico in voga fino al neorealismo degli anni quaranta e cinquanta.
Bibliografia
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Umberto Eco, Il superuomo di massa (1976), Milano: Cooperativa Scrittori (edizione modificata, Milano: Bompiani, 1978).



