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Il Cinema Horror Moderno di Matteo Tortora - L'anno 1968 - Indice |
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Il 1968 è davvero un anno di svolta per il cinema horror. Due sono i film che hanno segnato il genere rinnovandolo e determinandone una rinascita duratura. "Rosemary’s baby" di Roman Polansky e "La notte dei morti viventi" di George A. Romero.
Rosemary's Baby - Copyright their respective owners
La fine degli anni sessanta aveva visto il predominio del cosiddetto “made in England”, cioè film realizzati e prodotti dalla Hammer e da altre piccole case di produzione inglesi. Si tratta di film gotici, con richiami visivi al periodo vittoriano.
I due film citati sopra, si presentano in netto contrasto con queste opere. Aprono finalmente delle nuove frontiere all’horror. Polansky opta per l’utilizzo di un cast di primo ordine, assicurando un ottimo livello recitativo, cosa che permette un maggior coinvolgimento emotivo degli spettatori. Romero affonda il piede sull’acceleratore degli effetti speciali visivi, proponendo sequenze che non lasciano niente all’immaginazione.
La notte dei morti-viventi - Copyright their respective owners
A favorire questi
cambiamenti e non
solo, un certo allentamento della guardia da parte della censura. A
livello narrativo i due registi abbandonano definitivamente i mostri
classici (Dracula, Uomo lupo, ecc.), i racconti dell’orrore di Poe,
Lovecraft e James per puntare su soggetti intrisi di realismo e
veridicità. Spesso si rompono tabù forti per il cinema: antropofagia,
perversioni sessuali più esplicite e infine il male puro. Finalmente
compare la figura del
Diavolo, dell’anticristo in persona.
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