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Gli anni settanta non possono essere ricordati solo per questi titoli, poi del tutto appartenenti, a quel filone satanico, avviato dal film di Polansky. Quale è infatti l’eredità di Romero? Innanzitutto un'eredità di ordine generale. Romero avvia il processo d’accettazione e sviluppo degli effetti speciali.
Sappiamo che H.G. Lewis aveva inventato il cosiddetto film gore (che dagli anni ottanta verrà soppiantato con il nome splatter) ma è Romero a nobilitare e rendere digeribile quanto pensato da Lewis. Gli anni settanta non indugeranno a servirsi degli effetti speciali, complice il definitivo affermarsi della pellicola a colori.
Romero però ci lascia un'altra eredità altrettanto forte, che riguarda gli sviluppi narrativi: il cosiddetto filone dei morti viventi, incentrato sulla figura di zombies, sradicati dai riti voodoo e moderne metafore di epidemie, disastri nucleari, virus mortali ed esperimenti scientifici mostruosi.
Tutto nel segno di "Night of living dead"! Innanzitutto sarà proprio Romero a regalarci sotto la spinta produttiva di Dario Argento, Zombi, del 1978, nel quale un manipolo d’uomini si ritrova assediato in un centro commerciale invaso da zombi.
Una delle caratteristiche che contraddistinguono Romero, rispetto alla maggior parte degli altri cineasti, da Polansky a Carpenter, è evitare il lento sviluppo dell’azione, dalle origini. Romero parte già nel vivo dell’azione. Ecco che come nella "Notte dei morti viventi" anche qui, il mondo è già popolato da zombi; non ci troviamo di fronte, molte spiegazioni o un crescendo di tensione, qua fin dalle prime immagini siamo nelle fauci dei morti viventi!
Prima di Zombi, Romero aveva girato alcuni film che non avevano riscosso ne successo di pubblico ne di critica. Quattro film di cui in Italia sono giunti sugli schermi solo due, “La città verrà distrutta all’alba”, 1973, e “Wampyr”, 1978.
La città verrà distrutta all'alba - Copyright their respective owners
Wampyr - Copyright their respective owners
La prima di queste due pellicole, fin dalle prime inquadrature è evidentemente un film che esalta Romero montatore, (solo il prologo, sempre molto importante nel cinema di Romero perché indirizza subito lo spettatore verso quali strade il film è rivolto, consta di 125 secondi in cui 64 inquadrature si susseguano praticamente senza movimenti di macchina), racconta la storia di un epidemia di violenza assassina che colpisce Evans City, e che a fine film si scoprirà dilagare oltre i confini urbani.
Questo film è in qualche maniera vicino alla Notte dei morti viventi, in quanto tratta un'altra epidemia, che colpisce gli uomini. Nel film successivo, probabilmente uno dei migliori di Romero, assistiamo alla storia di un ragazzo che arriva in una piccola città della provincia americana, accolto in casa dal vecchio cugino, un fervente cristiano, che è convinto che il ragazzo sia un vampiro. Fa di tutto perciò, per metterlo in difficoltà, disseminando la casa d'aglio e diffondendo in città dicerie sul suo conto.
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