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Paura. La paura è la chiave di lettura per avventurarsi attraverso una storia del cinema horror. Cosa significa? Bene, ricordiamoci che gli ultimi decenni (a partire dagli anni settanta, per essere più precisi) hanno riscontrato un orientamento, negli studi dedicati al cinema, improntato verso un uso maggiore, libero, del concetto di “genere”.
Accade non soltanto quando si parla di cinema horror, ma forse in maniera più tangibile di altri generi, il cinema horror è stato oggetto di definizioni ed analisi spesso poco soddisfacenti.
L’errore principale sta nel tentare una scomposizione dei film per trovare un denominatore comune in grado di offrire una chiave di comprensione del genere.
Invece un’attenta analisi mette in evidenza la vastità dell’argomento, e impone attenzione di fronte all’ipotesi di un ennesima definizione a priori del genere, che vuol dire analizzare solo quei film scritti e prodotti intenzionalmente per diventare horror-film.
Ritornando alla paura, quindi il “genere” cinematografico dell’orrore dimostra di avere come unico elemento sempre presente e ben delineato, il sentimento della paura.
Sarebbe da parte mia velleitario se non addirittura pretenzioso proporre una nuova definizione, valida a 360 gradi, del cinema horror. Perciò mi limiterò ad esporre alcune definizioni e certi concetti di horror espressi sia da chi il cinema horror, lo ha fatto, sia da chi ne ha proposto un analisi in ambito specifico e generale.
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