|
Il Cinema Horror Moderno di Matteo Tortora - Rosemary's Baby: Il Cinema Demoniaco e Satanico - Indice |
|
|
|
|
Roman Polansky aveva diretto nel 1965 “Repulsione” un film sulla follia interpretato dalla giovane Catherine Deneuve, e nel 1967, una parodia dei vampiri della hammer, “Per favore non mordermi sul collo”, piena di riferimenti visivi ai film di Fisher ma ovviamente sbeffeggiati.
Rosemary’s baby nasce da una sceneggiatura del romanzo di Ira Levin, e tratta un tema nuovo al cinema: il filone satanico moderno. La trama è semplice quanto inquietante. Nei quartieri alti di New York, la giovane Rosemary Woodhouse si trova al centro di una rete segreta di inganni causata dal marito, che, per ottenere il successo lavorativo, non disdegna di fare un patto satanico con una coppia di anziani coniugi. Il bambino, del quale Rosemary è incinta, viene promesso in sacrificio a Satana; quando nascerà sarà la reincarnazione dell’anticristo.
Rosemary sull’orlo della follia, in quanto si rende conto della congiura attorno a lei, alla fine soccomberà accettando il bambino-demonio. Le novità di questo film sono concentrate nella visione sovversiva e pessimista che il regista crea attorno alla borghesia americana.
Non più case stregate o castelli ai confini del mondo abitato, ma quartieri lussuosi di New York, il centro del mondo moderno; e l’idea che il male si nasconda dietro la parete dell’appartamento accanto al tuo. Che il male può essere celato sotto le spoglie di una famiglia graziosa e rassicurante come quella dei tranquilli coniugi anziani, amici dei Woodhouse.
Nel 1976, Polansky firma un altro inquietante film “L’inquilino del terzo piano” ancora più delirante e misterioso di questo, incentrato sul tema del doppio. Rosemary’s baby ha aperto la porta a moltissimi film, spesso espliciti cloni senza valore, altre volte originali prove. Sono infatti moltissimi i film successivi, che parlano di sette sataniche, (in Italia Michele Soavi ha girato addirittura l’esplicito “La setta”) della discesa dell’anticristo sulla terra e di adoratori del diavolo.
Rosemary’s baby viene spesso citato come fonte ispiratrice del film di William Friedkin “L’esorcista” del 1974.
Qua mi sento di dissentire. Innanzitutto anche se le tematiche si avvicinano, lo svolgimento stilistico e narrativo è molto differente. Se mai trovo che Friedkin abbia attinto da Rosemary's, riguardo a certe tematiche, per un film passato inosservato, del 1990, “The guardian” distribuito in Italia con il titolo “L’albero del male”, che è una bella pellicola, con un ottima fotografia, tipica di Friedkin, e che penso debba qualcosa al film di Polansky.
Tornando a Rosemary’s baby, il regista ha il merito di aver realizzato un horror ad alto tasso di tensione e suspense, fatta più di percezioni e attese che di espliciti eventi demoniaci. Riuscendo a trasmettere allo spettatore, per gran parte del film, dubbi e ansie, nel finale scioglie tutti i nodi evitando un Happy End.
Parte del successo e della buona riuscita del film si deve anche a Mia Farrow, qua al suo vero debutto cinematografico, la quale tratteggia con la sua recitazione nervosa il ritratto di una giovane donna ingenua e debole, sempre in bilico sulla follia.
|
|
|
|
|