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In Atene, centro dell'antica Grecia, il monumento che più ci interessa è l'Acropoli. Nei tempi lontani l'insieme della città sorgeva su questa sola collina, la cui cima i primi abitanti avevano livellata e fortificata contro i nemici che potevano avanzare dalla pianura sottostante.
L'Acropoli fu difesa dagli Ateniesi per l'ultima volta durante la guerra persiana; allora i cittadini la fortificarono con pali e staccionate. L'oracolo di Delfo aveva promesso la salvezza tra le pareti di legno; e nessuno pensò, tranne Temistocle, che l'oracolo volesse indicare che occorreva abbandonare la città all'invasore, e raccogliersi tra le pareti di legno della flotta ateniese.
Alcune delle vecchie statue, annerite dal fuoco, rimasero dopo la ritirata dei Persiani, e l'olivo sacro ad Atene crebbe nei recinti. Quando l'Acropoli non fu più usata come fortezza, Pericle la trasformò in un altare consacrato ad Atena, Dea tutelare della città. Il grande scultore Fidia tracciò il piano della nuova Acropoli e diede le status principali: mentre i più grandi scultori ed architetti contribuivano ad accrescerne la bellezza.
La collina si elevava di un centinaio di metri sulla pianura circostante, e quando Fidia collocò sulla cima l'effigie di Minerva, alta 12 metri, i marinai potevano veder brillare l'oro dell'elmo e della puata della lancia non appena doppiata la punta di Sunio, a circa 15 miglia di distanza.
Lo splendido tempio del Partenone — così chiamato dalla parola greca significante vergine, poiché Atena era soprattutto la Dea delle Vergini — fu il più bel tempio di tutta la Grecia. Eretteo, mitico re di Atene, divise gli onori con Minerva, e il suo tempio, l'Erecteion, fu pure bellissimo. All'Acropoli si ascende dall'Agora, cioè dalla vecchia piazza del mercato. Si sale per una serie di gradini, e si entra nei Propilei o porta di ingresso. Da questi si giunge a una terrazza di marmo ove le fanciulle ateniesi solevano danzare vestite da orsi in onore di Artemide.
Al di là è il recinto ove sorgeva la grande statua fidiaca di Atena. A destra è il Partenone, a sinistra l'Erecteion. Si dice che di tutte le costruzioni eseguite dalla mano dell'uomo, il Partenone è quella che più si avvicina alla perfezione. Esso fu edificato sotto Pericle dall'architetto Ictino, assistito da Callicrate, negli anni 447-432 a. C. Le sculture erano di vari artisti della scuola di Fidia. Era tutto di marmo pentelico, con colonne doriche all'intorno, di proporzione squisita: lungo m. 69.50, largo 30.80 e alto 22.
Vi erano tre ordini di sculture: prima quella dei due frontoni triangolari alle estremità dell'edificio. Quella ad oriente rappresentava la nascita di Atena, quella ad occidente, posteriore, la lotta fra Atena e Posidone per la tutela di Atene. Poi vi erano le metope, 92 in tutto, che erano spazi quadrati, le divisioni dei quali portavano incise a rilievo rappresentazioni di lotte: gli Dei contro i Titani, i Lapiti contro i Centauri, i Greci contro le Amazzoni, contro i Troiani, e così via. Il terzo ordine delle sculture era il fregio attorno alla sommità dalla parte interna del colonnato. Rappresentava la processione panatenaica che si faceva ogni anno per offrire ad Atena, la dea protettrice della città, un nuovo manto (peplo) ricamato dalle fanciulle ateniesi. Il fregio era a 13 metri di altezza, e tra i pilastri sembrava lentamente avanzarsi verso chi guardava. Nella camera del tesoro, all'interno, era la statua d'oro e d'avorio di Atena, che giungeva al soffitto, meravigliosa e preziosissima opera di Fidia. Quando il viaggiatore greco Pausania visitò l'Acropoli nel II secolo dell'Era volgare (sette secoli dopo Pericle) essa era ricca di monumenti, alcuni antichi, altri dell'epoca dell'imperatore Adriano. Ora, a parte l'architettura, è rimasto ben poco. Nel Medioevo le sculture ebbero molto a soffrire, per opera di ladri e di vandali. Il maggior danno alla costruzione fu nel 1687, quando, essendosi i Turchi serviti del Partenone come deposito di polveri, avvenne un' esplosione che provocò crolli e rovine. Parecchi dei marmi scolpiti furono trasportati a Londra nel 1802 da Lord Elgin. Molte altre città dell' antica Grecia avevano la loro Acropoli, poiché questa parola significa la parte più alta o fortilizio di una città.
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