|
L'Erotismo,
inteso in senso letterario e figurativo, ha sempre
avuto un valore ambivalente: senza abitare fisicamente in
nessun luogo ( l'erotismo č un'idea, una concezione
personale di quello che puō essere il desiderio fisico,
l'amore, la passione, il tradimento, il
dolore) č pur sempre vivo nell'invenzione di tutti, con la sua
carica di indeterminatezza, di prerogative oniriche,
con il suo incessante desiderio di infinito.
Esso oscilla tra due poli opposti: l'eccitazione quale
elevatezza dello spirito e la lussuria pių sfrenata,
volgare, che sfocia nella pornografia. Nel primo
caso č un pensiero positivo cardine di esistenze
soggettive tese all'attesa di sogni irrealizzati e, forse,
irrealizzabili, ma isole di un altrove sognato che un giorno
si presenterā alla nostra porta e ci darā la possibilitā di volare.
Nell'attesa non ci resta che fantasticare in proprio o
identificarci nei sogni degli altri. Tra questi sogni vi
č la pittura e la scultura.
La rappresentazione del nudo, si manifesta timidamente e
senza regola (e forse senza precisi intenti), nell'arte egiziana
(ad esempio, in un affresco da un sepolcro di
Tebe, possiamo vedere delle serve che lavano e
massaggiano le loro padrone.

segue 2
|