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Storicamente si attribuisce a tre cause l'origine dell'abbigliamento: necessità di proteggersi dal caldo e dal freddo, pudore e sfoggio connesso al fatto di rendersi sessualmente eccitante.
La statuetta ci indica che le Cretesi di nobile lignaggio indossavano indumenti non per ripararsi dal freddo o da altro, ma al solo scopo di esaltare la bellezza femminile e di provocare il desiderio maschile. A ciò serviva la fascia alla vita che stringeva i fianchi con lo scopo di spingere in alto i loro seni nudi, in modo che la figura nel suo complesso risultasse longilinea, aggraziata, ma, sopratutto, seducente. E, nel contemplare la statuetta, non si può che rimanere ammaliati da tanto fascino ed erotismo.
Scrivono Anderson Black e Madge Garland nel loro Storia della Moda - De Agostini Editore:"Il pudore può venire espresso con l'abbigliamento, ma raramente rappresenta un motivo per cui nasce una moda. Il concetto di pudore varia enormemente ad ogni periodo, ogni civiltà ha sviluppato in maniera completamente diversa il modo di giudicare quale sia la parte del corpo umano da coprire o da scoprire. Quando la moda lo decise, le donne mostrarono il seno completamente denudato, così nell'antica Creta come durante il Direttorio dopo la rivoluzione francese."
Col V secolo a.C. l'osservazione dell'anatomia artistica del corpo umano si fa scienza in Grecia, e Policleto fornisce col Doriforo e il Diadumeno i canoni del nudo virile.
Nel IV secolo si estese anche lo studio del nudo femminile (Afrodite di Cnido di Prassitele, Afrodite di Cirene), e Lisippo indicò nuove proporzioni per la rappresentazione del corpo umano (Apoxyomenos, Lottatore Borghese, Venere de' Medici).
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